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Cappadocia
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La mwdaCappadocia (mwdqmwdgAFI: /kappaˈdɔt͡ʃa/;cite-ref-1[1] mwfain turco mwfqKapadokya dal mwfgpersiano antico mwfwKatpatuka; mwgain greco antico Καππαδοκία?, Kappadokía; mwgqin armeno Կապադովկիա?, Kapadovkia) è una mwggregione storico-geografica dell'mwgwAsia minore. Situata nel cuore della mwhapenisola anatolica, si estende a nord dei mwhqmonti dell'Antitauro, fra le antiche regioni del mwhgPonto, della mwhwGalazia e della mwiaCilicia, mentre ad oriente è delimitata dall'alto corso del fiume mwiqEufrate, ed è attraversata da est a nord-ovest dal fiume mwigKızılırmak (mwiwHalys nelle fonti greche). La posizione geografica, a cavallo fra l'Asia minore e la mwjaMesopotamia, ha fatto per secoli della Cappadocia un crocevia di rotte commerciali, oltre che l'oggetto di ripetute invasioni di popoli stranieri.

La Cappadocia presenta un clima continentale, caratterizzato da estati calde e secche e inverni freddi, spesso con nevicate e gelate. Le precipitazioni sono scarse e irregolari, mentre le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono frequenti a causa della lontananza dal mare e dell’altitudine. Queste condizioni climatiche influenzano la vegetazione, che è prevalentemente steppica, con erbe basse e arbusti resistenti alla siccità. Gli alberi sono rari e si concentrano soprattutto lungo i corsi d’acqua, mentre nelle valli, grazie all’irrigazione e ai fertili suoli di origine vulcanica, si è sviluppata l’agricoltura, in particolare la coltivazione di vigneti, cereali e alberi da frutto.

Il territorio e il clima offrono condizioni ideali per il volo di mongolfiere. La regione è infatti caratterizzata da ampie vallate, formazioni rocciose uniche e correnti d’aria generalmente stabili, soprattutto all’alba, quando i venti sono deboli e prevedibili. Questo rende i voli più sicuri e regolari rispetto ad altre zone. Inoltre, il paesaggio spettacolare delle “valli delle fate”, modellato dall’erosione vulcanica, attira ogni anno milioni di turisti: le mongolfiere permettono di ammirarlo dall’alto in modo lento e silenzioso, trasformandosi così in una delle principali attrazioni turistiche della Cappadocia e in una risorsa economica fondamentale per la regione.

Contents

Storia
Note

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Etimologia

Il toponimo mwkggreco antico mwkwΚαππαδοκία (mwlaKappadokía), che compare per la prima volta nelle mwlqmwlgStorie di mwlwErodoto, viene generalmente ricondotto all'mwmaantico persiano mwmqmwmgmwmwmwnamwnqmwng (mwnwKatpatuka), la cui origine è però incerta.cite-ref-a-2-0[2]

Una delle più antiche menzioni di tale toponimo persiano si trova nelle mwpqiscrizioni di Bisotun, dove la Cappadocia viene annoverata fra le mwpgsatrapie dell'mwpwimpero achemenide sotto il regno di mwqaDario I.cite-ref-3[3]

Alcuni studiosi hanno ipotizzato una derivazione dall'mwrgittita mwrwkatta padda, con il significato di «terra bassa». Il termine sarebbe poi passato nella lingua persiana con l'aggiunta del suffisso mwsa-uk, che indica relazione: mwsqKatpatuka significherebbe quindi «[regione] della terra bassa», forse in riferimento al corso del fiume mwsgHalys, che in Cappadocia comincia a discendere verso il mwswmar Nero.cite-ref-a-2-1[2] Un'altra ipotesi si rifà a una persianizzazione del toponimo ittita mwuamwuqKizzuwatna, che in antico indicava una zona dell'Anatolia sudorientale ai piedi dei mwugmonti del Tauro, vagamente localizzabile fra la mwuwCilicia e la Cappadocia.cite-ref-4[4]

Secondo un'altra ricostruzione, filologicamente poco attendibile,cite-ref-a-2-2[2] il termine deriverebbe dal persiano mwxqHuw-aspa-dahyu, «terra dei buoni mwxgcavalli».cite-ref-horses-5-0[5] In effetti, fin dall'antichità la Cappadocia era rinomata come terra di cavalli di particolare pregio, portati talvolta in dono ai sovrani mwywassiri e poi mwzapersiani.cite-ref-horses-5-1[5]

Geografia fisica

È piuttosto complicato tracciare gli esatti confini della Cappadocia, poiché non si tratta di un territorio amministrativamente diviso né ben delimitato dal punto di vista storico e geografico. La regione storicamente identificata con la Cappadocia, pur nella mutabilità dei suoi confini, comprende porzioni delle moderne mwbaprovince turche di mwbqNevşehir, mwbgKayseri, mwbwKırşehir, mwcaAksaray, mwcqNiğde. Le città principali sono mwcgKayseri (anticamente mwcwCesarea in Cappadocia), mwdaSivas e mwdqKırşehir.

Può essere approssimativamente considerata come un quadrato di 70 chilometri di lato, che comprende, tra le altre, le città di mwdwAksaray e mweaNevşehir e grandi abitati. Gli abitanti dell'area non raggiungono la soglia del milione di abitanti, ma gli insediamenti sono così vicini gli uni agli altri, che danno l'impressione di essere una sola città estesa su una regione molto vasta.

Si distingue per i suoi paesaggi ricchi di cavità e grotte, caratterizzati da mwegpiramidi di terra di origine vulcanica, chiamate «camini delle fate». La sua conformazione geologica è unica al mondo, così come il suo patrimonio storico e culturale: il mwewparco nazionale di Göreme e i mwfasiti rupestri della Cappadocia sono stati inseriti fra i mwfqpatrimoni dell'umanità dell'mwfgUNESCO nel mwfw1985.cite-ref-6[6]

Geologia

Il paesaggio unico della Cappadocia è il risultato del dispiegarsi di forze naturali nel corso di millenni. Circa 60 milioni di anni fa, si mwiwformò la catena montuosa del mwjaTauro nell'Anatolia meridionale, nella stessa epoca in cui si formava in Europa la mwjqcatena alpina.

La formazione delle cordigliera del Tauro creò numerosi burroni e depressioni in Anatolia centrale. Dieci milioni di anni fa, queste depressioni sono state riempite da magma vulcanico e altre materiali provenienti dai numerosi mwjwvulcani in eruzione in Anatolia centrale, in particolare i vulcani Erciyes, Keciboyduran, Develi, Göllü Dagi e Melendiz.

Gradualmente, le depressioni andarono scomparendo, trasformando la regione in un mwkqaltopiano. Tuttavia, il minerale che colmò la depressione non è molto resistente all'mwkgazione erosiva del vento, della pioggia, dei fiumi, e alle mwkwescursioni termiche, di modo che l'erosione è stata in grado di "scolpire" le numerose valli delle quali la Cappadocia va famosa.

Tra i più importanti abitati vi sono Aksaray, Nevşehir, Kayseri, mwlqÜrgüp, mwlgUçhisar, Niğde, Gülşehir, Gülağaç. Alcuni luoghi notevoli sono il museo a cielo aperto di mwlwGöreme, le città sotterranee di Kaymaklı e mwmqDerinkuyu, la valle di Zelve, Gomeda, Peribacalar Vadisi (mwmwValle dei camini delle fate), Soğanlı vadisi, le città sotterranee di Özkonak, Tatlarin, Mazi e Acıgöl; le chiese come quelle di El Nazar e Aynalı.

Storia

Per millenni la regione è stata ricca di insediamenti umani. Vi fiorirono alcune antiche civiltà, ciascuna delle quali ha lasciato in Cappadocia la propria impronta culturale. Abitata fin dall'mwowetà della pietra, la Cappadocia subì inizialmente l'influenza politica e culturale degli mwpaAssiri, che vi fondarono numerose colonie. Nel mwpqII millennio a.C. fu la culla della mwpgciviltà ittita, al crollo della quale fu assoggettata dall'mwpwimpero persiano. Nel mwqaIV secolo a.C., dopo la conquista dell'oriente da parte di mwqqAlessandro Magno, la Cappadocia divenne un mwqgregno ellenistico governato dalla dinastia degli mwqwariaratidi e mantenne l'indipendenza fino all'anno mwra17, quando fu annessa come mwrqprovincia dall'mwrgimpero romano. Fra il mwrwII e il mwsaIII secolo fu un terreno fertile per la diffusione del mwsqcristianesimo, che influenzò profondamente la cultura della Cappadocia per tutto il periodo romano e poi mwsgbizantino.cite-ref-treccani-7-0[7]

Çatal Hüyük e Maàìlan

mwvgÇatalhöyük è un sito che risale all'epoca mwvwneolitica, circa 60mwwa km a sud-est di Konya quindi fuori dai confini della Cappadocia indicati in precedenza, nel quale è stato trovato quello che si considera come l'inizio della storia dell'Anatolia. Si tratta di un mwwqaffresco murale dell'anno 6200 a.C., che mostra, in primo piano, le case della località, con sullo sfondo un vulcano fumante in eruzione, che si ritiene essere Hasandağ.

L'affresco, esposto al mwwwMuseo delle civiltà anatoliche di mwxaAnkara, è forse la mwxqpittura paesaggistica più antica del mondo.

Tra il mwxw5000 e il mwya4000 a.C., la Cappadocia ospitava diversi principati indipendenti. La città più importante di tale periodo fu Puruskanda.

Diciassette di questi principati si coalizzarono nel mwygXXIII secolo a.C., per lottare contro il re mwywsumero mwzaNaram Sin, andando a costituire la prima di una serie di alleanze nella storia dell'Anatolia.

Epoca delle colonie commerciali assire

All'inizio del mw1aII millennio a.C., l'Anatolia attraversò un'epoca di splendore durante la quale attrasse molti abitanti.

Gli mw1gAssiri, celebri per la loro abilità di commercianti, si stabilirono nella regione, attratti dalle sue ricchezze, e vi organizzarono degli empori chiamati mw1wKaruma.

Il Kârum più importante fu quello della cittadella di mw2qKanesh (oggi Kültepe). Gli Assiri portavano in Anatolia stagno, tessuti e profumi, e vi acquistavano oro, argento e rame.

Questa forma di commercio durò centocinquanta anni, fino a quando non fu disperso dalle guerre tra i regni della regione.

Nel 1925, un'équipe di archeologi scoprì a Kültepe le "tavole di Cappadocia", che descrivono la colonia mercantile ai tempi degli Assiri, e costituiscono il più antico documento scritto sulla storia della Cappadocia.

Periodo ittita

Sebbene vi sia poca certezza circa l'origine della mw5aciviltà ittita, si sa con sicurezza che essa fiorì in Anatolia centrale nel II millennio a.C., avendo mw5qḪattuša (oggi mw5gBoğazkale) quale centro di potere nella regione, che essi chiamavano Tabal.

Gli Ittiti fondarono diverse città, insieme agli abitanti della regione, e diedero forma a un regno che si estendeva fino a mw6aBabilonia.

L'antico regno ittita mise fine al dominio della dinastia semitica di mw6gHammurabi. Una particolare importanza rivestono, nella storia ittita, i secoli mw6wXV e mw7aXVI a.C., che segnarono il culmine dello sviluppo della civiltà. Alla fine del millennio, le guerre con l'mw7qEgitto (culminate nel trattato di mw7gpace di Kades, del 1286 a.C.) destabilizzarono l'impero hittita, che cedette infine agli invasori provenienti dai paesi dell'Europa orientale.

Con il crollo del regno ittita, la Cappadocia si avviò verso il periodo più buio della sua esistenza, tra il mw8qX e il mw8gVII secolo a.C.

Periodo persiano

La Cappadocia cadde in mano mw9qpersiana nel mw9gVI secolo a.C., uno status mantenuto fino alla conquista di mw9wAlessandro Magno due secoli più tardi. I Persiani divisero l'Anatolia in province (mw-asatrapie), assegnando a ciascuna un governatore (mw-qsatrapo).

I principati erano collegati al porto di mw-wEfeso (presso la città turca di mw-aKuşadası) tramite la "mw-qVia Reale di Persia", che iniziava proprio in quella città e, passando attraverso le città di mw-gSardi e mw-wMazaka (ora mwaqaKayseri), raggiungeva la mwaqeMesopotamia e mwaqiSusa, capitale della Persia.

I mwaqqsatrapi rimettevano alla mwaquPersia le mwaqyimposte da loro riscosse, sotto forma di oro, pecore, asini o dei famosi cavalli della Cappadocia.

Periodo ellenistico

Nel mwaqkIV secolo a.C., mwaqoAlessandro Magno intraprese la conquista dell'mwaqsAsia Minore, dopo il famoso episodio del mwaqwnodo gordiano, prendendo la Cappadocia dalle mani dei Persiani.

Lasciò sul posto il suo luogotenente Sabictascite-ref-8[8] (o mwarmAbistamenes), perché tenesse il controllo della regione, che rimase sotto mwarqdominazione macedone fino alla morte di Alessandro, nel mwaru323 a.C. L'mwaryanno successivo la Cappadocia riacquistò indipendenza e mwarcsovranità sotto la guida di mwargAriarate I. Fu in questo periodo che Cappadocia ha acquistato un forte carattere culturale ellenistico che rimarrà vivo fino all'epoca bizantina.

mwarsvedi anche: mwarwEllenismo e mwar0Dialetto greco-cappadocico

Periodo romano

La Cappadocia iniziò la lunga storia dei suoi rapporti con mwasyRoma sotto il regno di mwascAriarate IV, dapprima come nemica, sostenendo la causa di mwasgAntioco III il Grande nella mwaskGuerra siriaca, quindi come alleata, nella lotta contro mwasoPerseo di Macedonia durante la mwassTerza guerra macedonica.

Da quel momento, la Cappadocia fu sempre alleata con la mwas0Repubblica romana.

Nel mwas8130 a.C., mwataAriarate V marciò a fianco del mwateconsole romano mwatiPublio Licinio Crasso Dive Muciano contro mwatmEumene III (Aristonico), che accampava pretese regali sul mwatqRegno di Pergamo. Ma la sua sconfitta, e la liquidazione del suo esercito, portò dietro di sé uno strascico di lotte intestine che decretarono la fine della sua dinastia.

La Cappadocia scelse allora un leader locale di nome mwatyAriobarzane I, sostenuto da Roma nel mwatc93 a.C. Ariobarzane, tuttavia, non poté iniziare effettivamente il suo regno se non trent'anni più tardi, quando Roma, con mwatgLucio Cornelio Silla come generale, gli spianò la strada mettendo ai margini il re armeno mwatkTigrane II.

Durante la mwatsguerra civile tra Cesare e Pompeo, che precedette l'ascesa al potere di mwatwGiulio Cesare, la posizione della Cappadocia oscillò tra i due contendenti, dapprima in favore di mwat0Pompeo per poi volgersi in favore di Cesare.

Provincia romana

In seguito la dinastia di Ariobarzane ebbe fine, e la regione manterrà la sua indipendenza tributaria fino all'anno mwaui17 d.C., quando l'mwaumimperatore Tiberio, ridusse la regione al suo dominio elevandola a mwauqprovincia romana. Due mwauulegioni romane garantirono un presidio permanente sotto l'imperatore mwauyVespasiano, che cercava di proteggere la sua provincia da Levante. Le guarnigioni militari si accrebbero e si convertirono in mwaucfortezze sotto mwaugTraiano, che costruì anche mwaukstrade militari nella regione.

Nel mwausIII secolo le relazioni commerciali tra la Cappadocia e le regioni di mwauwSmirne ed mwau0Efeso si fecero così intensi che furono battute mwau4monete con i nomi delle tre città.

Periodo bizantino

A partire dal mwavyIV secolo, la Cappadocia iniziò una trasformazione, questa volta influenzata dai monasteri greco-ortodossi di mwavcPalestina ed mwavgEgitto, i cui modelli furono seguiti nell'introduzione della mwavkreligione cristiana, sotto il patrocinio dell'mwavoImpero bizantino.

Nei secoli mwavwVI e mwav0VII, apparvero le prime chiese dipinte. Queste chiese, come la maggior parte delle case nella regione, non erano costruite in forma di edifici, ma venivano - piuttosto - "intagliate" nella roccia. Le grotte artificiali così ottenute venivano poi decorate e sistemate secondo necessità. Esistono nella regione più di seicento chiese con queste caratteristiche.

Anche le chiese della Cappadocia subirono gli sfregi del mwav8periodo iconoclasta della mwawastoria bizantina (mwawe725-mwawi843), e molte pitture parietali soffrirono danneggiamenti a causa del divieto di riprodurre qualsiasi figura sacra.

Vedi anche: mwawumwawyImpero bizantino e mwawcmwawgIconoclastia

Periodo selgiuchide

I mwawsSelgiuchidi, turchi mwawwoghuz come gli mwaw0Ottomani che abbatterono l'mwaw4Impero bizantino nel mwaw81453, cominciarono a penetrare in Cappadocia a partire dall'mwaxaXI secolo, dopo la mwaxeBattaglia di Manzicerta del 1071, in cui sconfissero l'mwaxiesercito bizantino, dando inizio alla progressiva conquista del territorio spingendo le popolazioni greco-bizantine cristiane verso la costa ionica con il passare dei secoli. Dopo la presa di Cesarea nel 1082, i Selgiuchidi diedero inizio a una grande espansione urbanistica nella regione, costruendo mwaxmmoschee a mwaxqCesarea, mwaxuAksaray, mwaxyNiğde e in altre città, a cui si aggiunse un'Accademia di Medicina nel 1206.

Inoltre, edificarono numerosi mwax4caravanserragli (mwax8kervansaray, letteralmente alberghi per mwayacarovane), che fornivano alloggio e rifugio alle carovane che percorrevano la mwayevia della seta, permettendo un sicuro pernottamento lungo il tragitto; alcuni offrivano servizi aggiuntivi a quelli di ospitalità, come infermerie, scuderie e moschee.

I caravanserragli erano diffusi in tutta l'Anatolia, distanziati di circa 30mwaym km l'uno dall'altro, potendo altresì servire come postazioni difensive del territorio in tempo di guerra. Tra queste costruzioni, spicca il caravanserraglio di Agzikarahan, costruito nel mwayuXIII secolo.

Nei secoli che seguirono, l'Anatolia fu teatro di conflitti tra i Selgiuchidi, Bizantini e mwaycCrociati. Questi ultimi, nel mwayg1097, durante la mwaykPrima crociata, mwayopresero Nicea (mwaysİznik), capitale selgiuchide, e obbligarono gli avversari a emigrare fino a mwaywIconio (mway0Konya), in Anatolia centrale.

I Selgiuchidi posero le radici di quello che, dal mway8XV secolo, sarebbe sorto come mwazaImpero ottomano, le cui origini provenivano da uno dei mwazesultanati - nucleo originario del futuro impero - staccatosi dallo Stato selgiuchide sotto il comando di un capo di nome mwaziʿOthmān I Ghāzī (mwazmOsman I), che diede il suo nome alla mwazqdinastia ottomana, in mwazuturco detta degli mwazyOsmanli.

XX e XXI secolo

La Cappadocia è da sempre una zona di importanti attrattive turistiche, con afflusso di visitatori provenienti dalla regione e da paesi vicini. La regione attirò l'attenzione dell'mwaz0Europa e del resto del mondo negli mwaz4anni trenta e mwaz8quaranta del mwaaaXX secolo, con la diffusione dell'opera del sacerdote francese mwaaeGuillaume de Jerphanion, che pubblicò i suoi studi sulle chiese in Cappadocia. Questi fatti hanno portato a una grande crescita della domanda turistica nella seconda metà del XX secolo.

Durante i due decenni degli mwaamanni ottanta e mwaaqnovanta, la regione si trovò di fronte a un'esplosione del movimento turistici che non poteva essere soddisfatto con la ventina di alberghi presenti nella regione.

Gli abitanti dei villaggi iniziarono ad mwaayaffittare camere e a trasformare le loro proprietà per poter dare ospitalità ai visitatori, mentre nuove strutture di accoglienza venivano costruiti, nel rispetto del paesaggio e della natura, e senza cancellare il folklore locale. Secondo cifre ufficiali, nel 2005 la regione è stata visitata da 850mwaac 000 turisti stranieri e da un milione di turisti nazionali.

Questa domanda ha rivitalizzato l'attività economica della regione, poiché non ne beneficiano solo l'industria del turismo e della gastronomia, ma anche i produttori locali del settore della mwaakceramica e del tessile, i cui artigiani incontrano di un mercato ampio e ricettivo.

Cristianesimo nella regione

La Cappadocia ha avuto un ruolo speciale nella mwabetradizione cristiana, per diversi motivi.

• Durante i mwabqprimi anni del cristianesimo, la Cappadocia fu terreno fertile per la diffusione di quella religione, che partì dalla vivace comunità cristiana di mwabuAntiochia di Siria; inoltre la Cappadocia è vicina alle mwabysette Chiese dell'Asia menzionate nell'mwabcApocalisse del mwabgNuovo Testamento.
• Durante il periodo di persecuzione romana contro i primi cristiani, le grotte e i passaggi sotterranei scavati dai Frigi tra l'VIII e il VII secolo a.C. divennero una vera e propria città sotterranea nella quale i cristiani trovarono rifugio fino alla cessazione delle persecuzioni con il regno di Costantino. Scoperta negli anni sessanta, la città di Derinkuyu, una delle 36 città sotterranee trovate, ha una profondità di circa 60 metri, per un totale di 13 piani; ha un'estensione di alcuni chilometri e poteva ospitare approssimativamente mwabo3 000 persone. Le sale sono interconnesse tramite gallerie e il complesso comprende numerosi camini di ventilazione, pozzi per l'acqua, servizi sanitari, magazzini per le provviste, sale per le riunioni e luoghi di preghiera.

Molti dei mwabwprimi cristiani vissero in Cappadocia nel corso del mwab0II e mwab4III secolo, mentre quattro santi vi sono nati nel mwab8IV secolo: mwacaSan Mamete, mwacesan Basilio Magno (nato a mwaciCesarea), mwacmsan Gregorio Nazianzeno il Vecchio e mwacqsan Gregorio Nazianzeno il Giovane.cite-ref-9[9]

• mwacsPaolo di Tarso effettuò tre viaggi attraverso la Cappadocia, tra il mwacw44 e il mwac058.
• Sebbene sia storicamente controversa, esiste una tradizione mwac8agiografica che vuole mwadaSan Giorgio nativo della Cappadocia, figlio di un soldato dell'mwadeesercito romano del mwadiIII secolo.

Fu la seconda destinazione dell'esilio a cui fu condannato mwadqEusebio di Vercelli per aver difeso la fede nicena in contrasto con l'Imperatore mwaduCostanzo II.

Nel mwadcMedioevo prese forma la leggenda di San Giorgio e il drago, e il santo divenne patrono di molti stati e corone dell'Europa, compresi, tra l'altro, la mwadgCorona d'Aragona, e i mwadkregni del Portogallo e mwadod'Inghilterra. La croce di San Giorgio si incontra ancora nelle bandiere di Genova, mwadsGeorgia e mwadwInghilterra oltre che nello scudo di mwad0Barcellona e in mwad4quello d'Aragona.

Note

cite-note-11. mwaeumwaeyLuciano Canepari, mwaecmwaegCappadocia, in mwaekmwaeoIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwaesISBNmwaew 88-08-09344-1.
cite-note-a-22. mwafu(mwafymwafcEN) Ilya Yakubovich, mwafgmwafkFrom Lower Land to Cappadocia, in mwafoExtraction & control, n.mwafs 68, Chicago, University of Chicago, 2014, pp.mwafw 347-352, mwaf0ISBNmwaf4 978-1-61491-001-5. mwagaURL consultato il 7 settembre 2017.
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cite-note-treccani-77. citereftreccani-cappadociamwai0mwai4Cappadocia, in mwai8Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwajaURL consultato il 21 ottobre 2017.
cite-note-88. mwajqArriano, mwajumwajyAnabasis Alexandri, mwajcII.4
cite-note-99. Basilio, Gregorio Nisseno e Gregorio Nazianzeno sono detti i "luminari di Cappadocia", campioni dell'ortodossia cristiana. (mwajsGiuseppe Faggin, mwajwStoria della filosofia, Principato editore, Milano, 1983, vol. 1, pag. 201).

== Bibliografia ==

Voci correlate

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itCappadocia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaCappadocia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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